domenica 28 settembre 2008
Il 2 ottobre tutti a Roma: NO alla coda anticostituzionale
25 Settembre 2008
ANIEF
Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazionewww.anief.org anief2003@libero.it
Il IX ciclo è in coda alle GaE: chiediamo l’inserimento a pettine.Il 2 ottobre a Roma a manifestare.
Nella seduta del 23 settembre 2008, la VII Commissione della Camera ha approvato l’emendamento 5.06 del relatore all’AC 1634/2008 (conversione del DL 137/2008) inserendo in coda nelle graduatorie ad esaurimento gli specializzandi delle SSIS, AFAM, COBASLID, SFP, Strumento musicale e didattica della musica, e confermando lo spostamento in coda da una provincia all’altra dei docenti inseriti. Sono stati dichiarati preclusi gli emendamenti del PD che prevedevano l’inerimento a pettine, e il diritto all’inserimento nelle GaE dei docenti che hanno congelato i corsi.
L’emendamento approvato, nella misura in cui inserisce in coda gli aspiranti e mette in coda chi si trasferisce da una graduatoria all’altra è illegittimo e non conforme al dettato costituzionale perché istituisce di fatto una quarta fascia, rimanendo le graduatorie esaurite. Nel primo caso si violano i diritti dei docenti che hanno seguito un percorso analogo e hanno conseguito medesimo titolo ai sensi della Legge 333 del 2001, e sarà facile ottenere giustizia nei tribunali vista la giurisprudenza esistente. Nel secondo caso si lede la mobilità interprovinciale dei docenti sebbene il CCNL disponga per gli immessi in ruolo completa libertà di spostamento per assegnazioni provvisorie e trasferimenti, e si attende la sentenza del Tar Lazio del 6 novembre prossimo su ricorso promosso dall’avv. Miceli per l’ANIEF contro la penalizzazione in coda.
Nel dibattito parlamentare, svolto alla presenza del Ministro Gelmini, l’on. Russo del PD ha espressamente dichiarato l’illegittimità dell’inserimento in coda, viste le sentenza del Tar contro l’istituzione della quarta fascia delle permanenti del 2001, che diede origine proprio alla legge 333 di interpretazione autentica, e l’anticostituzionalità, vista la sentenza n. 168 del 2004 della suprema corte e l’art. 51 della Costituzione, dichiarando che ripresenterà analoghi emendamenti in aula e la pregiudiziale della costituzionalità sulla «coda». Il relatore e il ministro, di fronte, alle sue affermazioni, si sono mostrate disponibili ad approfondire la questione e a modificare il testo in aula, se lo riterranno opportuno gli uffici legali. Il 29 inizia il dibattito parlamentare in diretta anche televisiva, poi il testo sarà votato e passerà all’esame del Senato.
A questo punto, noi vigileremo e chiediamo agli specializzandi di venire a manifestare davanti il MIUR (largo Bernardino da Feltre ore 9-13) il 2 ottobre 2008, sperando che il ministro ascolti le motivazioni di una mobilitazione che è legittima, che è stata denunciata ampiamente alla Stampa e che può condurre soltanto all’inserimento a pieno titolo degli aspiranti nelle graduatorie, e alla libera mobilità del personale già inserito da una provincia all’altra.
Ogni altra soluzione sarebbe facilmente perseguibile nei tribunali.
ANIEF
Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazionewww.anief.org anief2003@libero.it
Il IX ciclo è in coda alle GaE: chiediamo l’inserimento a pettine.Il 2 ottobre a Roma a manifestare.
Nella seduta del 23 settembre 2008, la VII Commissione della Camera ha approvato l’emendamento 5.06 del relatore all’AC 1634/2008 (conversione del DL 137/2008) inserendo in coda nelle graduatorie ad esaurimento gli specializzandi delle SSIS, AFAM, COBASLID, SFP, Strumento musicale e didattica della musica, e confermando lo spostamento in coda da una provincia all’altra dei docenti inseriti. Sono stati dichiarati preclusi gli emendamenti del PD che prevedevano l’inerimento a pettine, e il diritto all’inserimento nelle GaE dei docenti che hanno congelato i corsi.
L’emendamento approvato, nella misura in cui inserisce in coda gli aspiranti e mette in coda chi si trasferisce da una graduatoria all’altra è illegittimo e non conforme al dettato costituzionale perché istituisce di fatto una quarta fascia, rimanendo le graduatorie esaurite. Nel primo caso si violano i diritti dei docenti che hanno seguito un percorso analogo e hanno conseguito medesimo titolo ai sensi della Legge 333 del 2001, e sarà facile ottenere giustizia nei tribunali vista la giurisprudenza esistente. Nel secondo caso si lede la mobilità interprovinciale dei docenti sebbene il CCNL disponga per gli immessi in ruolo completa libertà di spostamento per assegnazioni provvisorie e trasferimenti, e si attende la sentenza del Tar Lazio del 6 novembre prossimo su ricorso promosso dall’avv. Miceli per l’ANIEF contro la penalizzazione in coda.
Nel dibattito parlamentare, svolto alla presenza del Ministro Gelmini, l’on. Russo del PD ha espressamente dichiarato l’illegittimità dell’inserimento in coda, viste le sentenza del Tar contro l’istituzione della quarta fascia delle permanenti del 2001, che diede origine proprio alla legge 333 di interpretazione autentica, e l’anticostituzionalità, vista la sentenza n. 168 del 2004 della suprema corte e l’art. 51 della Costituzione, dichiarando che ripresenterà analoghi emendamenti in aula e la pregiudiziale della costituzionalità sulla «coda». Il relatore e il ministro, di fronte, alle sue affermazioni, si sono mostrate disponibili ad approfondire la questione e a modificare il testo in aula, se lo riterranno opportuno gli uffici legali. Il 29 inizia il dibattito parlamentare in diretta anche televisiva, poi il testo sarà votato e passerà all’esame del Senato.
A questo punto, noi vigileremo e chiediamo agli specializzandi di venire a manifestare davanti il MIUR (largo Bernardino da Feltre ore 9-13) il 2 ottobre 2008, sperando che il ministro ascolti le motivazioni di una mobilitazione che è legittima, che è stata denunciata ampiamente alla Stampa e che può condurre soltanto all’inserimento a pieno titolo degli aspiranti nelle graduatorie, e alla libera mobilità del personale già inserito da una provincia all’altra.
Ogni altra soluzione sarebbe facilmente perseguibile nei tribunali.
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