domenica 16 dicembre 2007

LETTERA DI CIVELLO AGLI STUDENTI OCCUPANTI

Gentile Direttore,
con riferimento all’articolo “Napoli, il ritmo dell’occupazione al Conservatorio” di Francesca Pilo
apparso sul Suo quotidiano venerdì 30 novembre u.s., ritengo utile puntualizzare alcuni aspetti
necessari per chiarire la problematica sollevata dagli studenti occupanti. In particolare gli studenti sembrano essere preoccupati sul valore attribuito ai titoli rilasciati al termine dei corsi introdotti a seguito della riforma (Legge 508/99).
In premessa è essenziale sottolineare la differenza sostanziale tra il valore legale di un titolo e
l’equipollenza tra titoli.
Il valore legale di un titolo è riferito al riconoscimento in via generale di un percorso formativo
svolto all’interno del sistema nazionale, mentre l’equipollenza attiene alla comparazione fra titoli i quali, pur avendo denominazioni e percorsi distinti, sono assimilabili sotto il profilo dei contenuti e degli obiettivi finali.
Allo stato non può essere messa in alcun modo in discussione la piena validità legale dei nuovi
titoli, come è peraltro dimostrato sia dal pieno riconoscimento a livello europeo (si pensi alla
mobilità Erasmus) sia dalla possibilità di proseguire gli studi nel sistema universitario (nelle lauree specialistiche e nei dottorati di ricerca). Mentre non può sfuggire che il problema dell’equipollenza con i titoli universitari potrà essere affrontata solo dopo la definizione a regime dei nuovi ordinamenti didattici, già in corso, per la necessaria comparazione tra i percorsi.
Nello specifico, il problema sollevato dagli studenti di Napoli sembra essere originato dal mancato riconoscimento dei nuovi titoli di I e di II livello conseguenti ai percorsi introdotti dalla riforma ai fini dell’insegnamento nel sistema scolastico.
Nel nostro ordinamento è principio consolidato che l’insegnamento di qualunque disciplina nella
scuola di ogni ordine e grado prevede il possesso di competenze qualificate con riferimento anche
alle metodologie didattico-pedagogiche, acquisite in specifici corsi di specializzazione. Proprio per
tali motivazioni il Ministro Mussi ha emanato di recente un Decreto, concordato con il Ministero
della Pubblica Istruzione, che definisce gli ordinamenti relativi al Biennio di II livello specialistico
per l’insegnamento di educazione musicale e strumento nella scuola secondaria.
L’attivazione di tale biennio da questo anno accademico ha creato inevitabilmente un problema
transitorio generato dalla coesistenza tra il vecchio e il nuovo ordinamento che, comprensibilmente, suscita preoccupazione negli studenti.
Infatti, mentre i diplomi di Conservatorio conseguiti in base al vecchio ordinamento mantengono la loro validità per l’inserimento nelle graduatorie per le supplenze nella scuole in forza di una
specifica norma di legge, i nuovi diplomi triennali, pur conseguiti al termine di percorsi formativi più qualificanti sia per l’impegno complessivo dello studente sia per i contenuti, non hanno al momento alcun riconoscimento in quanto, come già detto, presuppongo il loro completamento nel Biennio di II livello.
Tale disparità è innegabile. Ritengo quindi che si debba attivare una specifica intesa con il
Ministero della Pubblica Istruzione per assicurare che sia i titoli del vecchio ordinamento sia i
Diplomi triennali di I livello conseguiti entro l’anno accademico 2006/2007 - e cioè prima
dell’attivazione dei Bienni specialistici ad indirizzo didattico - siano equiparati a tutti gli effetti per l’inserimento nelle graduatorie delle istituzioni scolastiche.
Inoltre il Ministro Mussi ha già presentato al Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM), per il prescritto parere, un Decreto che definisce modalità e criteri per il
riconoscimento dei crediti formativi acquisiti sia nei vecchi corsi di Didattica della Musica sia nei
Bienni di II livello non ad indirizzo didattico.
Spero che tale nota possa trovare adeguato spazio sul Suo giornale per fare chiarezza in un
momento estremamente delicato di transizione e di attuazione di una complessa riforma che è in
via di definitiva attuazione, e per rasserenare nel contempo gli studenti sull’impegno costante del Ministero rivolto anche a soddisfare le loro legittime aspettative.
La ringrazio per l’attenzione.


Giorgio Bruno Civello
Direttore Generale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero dell’Università e della
Ricerca

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